sarà che oramai sto avvicinandomi ai 35, però ieri ho visto juno e non è scattata la doverosa molla, o almeno non del tutto. il film è ben fatto, i titoli di testa a dir poco fantastici, la colonna sonora, manco a dirlo degna ad accalappiare l'indie rocker nerd di turno, me compreso: infatti bastava un pezzo dei moldy peaches o kimya dawson nei punti giusti per farmi sciogliere il cuore gridando al capolavoro, lasciamo perdere poi i momenti in cui si inserivano i belle and sebastian o cat power. tutto molto fresco, insomma.. come la protagonista adolescente ellen page, davvero odiosa come un gatto attaccato ai cosiddetti, a differenza degli altri protagonisti che sembrano usciti pari pari dai peanuts. come non si può parlare male, e giustamente, di piccole grandi produzioni come il favoloso mondo di amelie o little miss sunshine o i tenenbaum o eternal sunshine, questo film dovrebbe essere l'ultima next big thing del cinema indie-pendente e lo si guarda, ripeto, più che volentieri...ma che lo script sia poi stato rivisitato, per volontà dei produttori, da una giovanissima e famosa blogger americana per rendere lo slang molto più vicino alla realtà dei teenagers americani (ovvio che qui, più che mai, è obbligatorio vederlo in lingua originale), fa sembrare l'operazione più furba e ruffiana di come non appaia nelle sua bella e fresca confezione minimalista. la lettura che darò sarà pure superficiale, però in un film che tratta con estrema leggerezza temi un pò pesanti, tutto è permesso: l'impressione è che la pellicola penda un pò troppo dalla parte della lista pro life di ferrara (vi ricordate i mudhoney di "save your baby, kill the doctor!"?), con un finale più sconcertante che ridicolo (a movie about life, sempre e comunque). ridateci rosetta dei fratelli dardenne, a questo punto o - rimanendo sul tema della commedia - the snapper di stephen frears.
avevo sentito parlare gran male del film su maria antonietta, invece ho dovuto ricredermi. che dire, non mi pare proprio un passo falso per la regista newyorkese sofia coppola, anzi. anche la tracklist, a dir poco azzardata per l'ambientazione settecentesca, si è rivelata azzeccata e in grado di conferire al film un indiscutibile fascino pop (il che non significa per forza di cose superficiale o leggero), soprattutto nella colorata seconda parte, che si libera progressivamente degli orpelli e del rigido galateo di corte e, in anarchica e suicida controtendenza al clima generale, si trascina nell'estasi pura del divertimento spensierato, fino a far coincidere il tragico destino di maria antonietta con quello della kirsten dunst di virgin suicides. sui costumi e la fotografia, poi, si possono aprire dieci capitoli a parte. e poi kirsten dunst non sta sbagliando un film che sia uno. le foto qui sopra sono state fatte da elena davanti alla vetrina di una pasticceria a vienna, che, in onore al film, ha preparato gli stessi dolci e le stesse torte presenti sulla pellicola.
Kitchen door Sodapop Edition:
Podcasts on www.sodapop.it!2010-2011 Kitchen door season 3! on yastaradio.com:
every week on yastaradio.com at tuesday, h 17:00, replies on friday at 15:00 !
gigs around (last update11/10/2012):
16/10 Withe Hills Lio Bar, Brescia
19/10 Talibam! Carmen Town, Brescia
20/10 Body/Head (Kim Gordon + Bill Nace) Interzona, Verona
20/10 Balam Acab Looop, Padova
27/10 The Pains Of Being Pure At Heart Looop, Padova
27/10 Xiu Xiu Auditorium Malcovich, Verona
17/11 Giardini di Mirò + Mimes Of Wine Interzona, Verona
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pics: memole
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